Sydney, giorno 10

La giornata è cominciata con la pioggia ma non posso lamentarmi, sti giorni ha fatto tanto di quel caldo e qui vicino sta andando a fuoco di tutto che forse ci voleva anche. 

Arrivo in centro che piove col sole, mi rifugio allora in un sottopassaggio in pieno centro, interamente pitturato di murales sulle risorse australiane. Credo sia stato fatto da qualche scuola, è un po’ rudimentale ma molto carino lo stesso. A pranzo mi avveleno con un’insalata messicana che di messicano non ha proprio niente, vago ancora per il centro ed ecco che la giornata è già finita! I giorni passano così, che manco te ne accorgi. Giri e giri ma pare che la città non finisca mai, c’è sempre un nuovo angolo, un nuovo grattacielo, un nuovo scorcio da fotografare. Piuttosto, decisamente dovrei smetterla, non sono manco a metà viaggio e ho già intasato la memoria. 
Secondo me, mi è rimasta un po’ la sindrome della crocerista: ogni giorno in un posto diverso con l’utopia di capire il massimo di tutto ma, diciamocelo, il vero spirito di un posto lo cogli davvero solo abitando i! Il che sì, preannuncia altri trasferimenti, ne ho bisogno per la mia salute mentale e comunque sì, sempre meglio della sindrome della crocerossina! Chi era che diceva che le cattive abitudini vanno eliminate sostituendole con abitudini positive? Non è meraviglioso, ho rimpiazzato la collezione di psicopatici con viaggi e trasferimenti! Chi mi conosce sa che sto ghignando e gongolando come un’idiota… chi non mi conosce mi prenderà semplicemente per pazza ma tanto, a volte, lo fanno pure gli amici, non ci trovo davvero niente di male!

Mi chiedo quanti film abbiano girato qui, mi sa di familiare e mi piacerebbe tanto avere qualche mozione di architettura in più. Sì, preannuncio anche tanto studio, quello davvero non finisce mai! 

Dopo la fase in cui ho rintronato tutti con le stelle, il russo, lo spagnolo, adesso arriva l’architettura e se proprio mi avanza tempo anche la geologia! No, quelle precedenti non sono concluse, sono ancora in atto, ancora in piena evoluzione, solo a un ritmo rallentato. 

Odio questo aspetto del tempo, se da un lato cura e lenisce dall’altro ti impedisce di approfondire in tutte le direzioni. Probabilmente resterebbe così anche con giornate più lunghe. Il vero limite sta nelle nostre facoltà mentali, nelle gabbie in cui ci incastriamo.

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