Se questo mare potesse parlare… 

Se questo mare potesse parlare non credo che svelerebbe le mie confidenze, nomi, eventi, luoghi, lacrime, contorti processi mentali e ancora lacrime. I nomi in realtà non li farò neanch’io ma sento la necessità di scrivere un tributo al mare, non solo quello di Roma (questo nella foto è Ostia, qualche giorno fa), ma a tutti i mari che mi hanno accolto, che mi hanno visto ridere, piangere e che mi conoscono più di quanto tanti esseri umani non faranno mai. Si dice spesso che il mare è traditore. Dipende. Io credo che lo diventi solo quando si sfida la natura e i propri limiti, è vero che spesso il mare non perdona ma con chi te la prendi se non con te stesso? Adoro andarci da sola,  per un attimo, un’ora o mezza giornata hai la sensazione che tutto riacquisti un senso, una sua logica, il posto che gli è proprio… ed ecco, io appartengo al mare! È una violenza trapiantarmi in città dove non c’è o dove puzza. Voglio vedere quando la finirò anch’io con la serie infernale di trasferimenti insensati ma questo è già un discorso più lungo e più complesso. 

Ostia è un posto che ho odiato per anni eppure è da qui che tante volte sono risorta dalle mie ceneri, che ho rimesso insieme i migliaia di pezzettini dei tanti frantumi. Se ci fosse una sola foto a poterla rappresentare, senza alcun dubbio sceglierei questa. Cupa ma con la luce all’orizzonte. 

Tante volte sono rinata e ripartita da qui. Quanti sbagli, eventi, passi indietro, balzi in avanti, quanti errori nel corsi di una vita. Quante delusioni, tradimenti, amicizie e amori finiti? E lui stava sempre lì,  per me…

Annunci