Brisbane culturale, giorno 25

Sveglia di notte con la nausea, sono totalmente disgustata e non ne capisco il perché. Probabilmente non bisogna cercare nemmeno troppo lontano: il riso cinese ieri sera, cibo intrugliato! Strano perché da quando sto qui ho mangiato un solo hamburger, il fatto è che tocca fare lo slalom tra le varie salse e salsine che mettono ovunque, pure nell’insalata! Li ho visti con i miei occhi spremere un intero tubetto di maionese su inermi foglioline di rucola e lattuga! Se non lo fai per la salute, almeno per il gusto! Ma quanto può far schifo una cosa del genere? Come quelli che mettevano il ketchup sulla pasta a Londra…. non me li dimenticherò mai! Ci sono cose che sono un insulto implicito non solo al buon gusto ma anche alla cultura di un popolo! Provo a far colazione ma rinuncio, non è cosa. Esco con calma, volevo andare al museo oggi. Arranco con estrema calma lungo il Kurilpa bridge, lo adoro, è stato amore a prima vista. 

Il museo è semideserto e me ne rallegro, per la mia solita a versione per le folle! Comincio col simulatore dell’hidron collider, solo un esposizione a scopo divulgativo rispetto a quello capolavoro di ingegneria che sta a Ginevra. Mi fa strano vederlo qui, dall’altra parte del mondo, un progetto che ha preso forma in Europa ma al quale hanno comunque partecipato fior fior di cervelli da tutto il mondo. Si parla di un numero che ormai supera abbondantemente le 10.000 persone. Chapeau! 

La mostra comincia con pezzi in miniatura della struttura, la lettera con la quale si è sancito l’accordo e la proiezione dell’annuncio della conferma del borsone di Higgs. 

Da lì si passa in un corridoio dove si trovano tavoli e foto con altro materiale, autentico e riprodotto, registrazioni reali di annunci ufficiali e fatti realmente accaduti, come anche l’incidente inglorioso di qualche anno fa. Ho aprezzato molto il fatto che non abbiano omesso niente, non è stato solo un lavoro di raccolta e ricerca celebrativa. Evviva l’onestà intellettuale!

Poi la stanzetta con la proiezione di quello che succede realmente all’interno del collider. Se si potesse starci dentro, osservare il momento dello scontro tra le particelle, il momento “x”. Già osservato più e più volte in documentari sulla nascita dell’universo e altrettante volte discusso nei miei 2 anni di fedele frequentazione del corso di eccellenza di Maiani alla facoltà di fisica alla Sapienza! Bei tempi, lezioni illuminanti, tanti ricordi!

Da sola, nella stanza, l’emozione è raddoppiata, la nausea per la quale mi sentivo quasi svenire poco prima è persino svanita per lasciare il posto a qualcosa che ricorda molto di più le farfalle nello stomaco! Lo scontro, i colori, linee che partono in tutte le direzioni… Se mi fa effetto da profana,  figuriamoci gli scienziati veri! Volevo restare per vederlo una seconda volta ma entrano delle persone, la nausea si riaffaccia, il silenzio e la magia ormai sono rotti. Esco e passo per la riproduzione degli uffici di alcuni scienziati. Fatti moooolto bene, molto fedeli e molto anni 70. È un tuffo nel passato e anche se i risultati più rilevanti sono arrivati in tempi recenti fa comunque piacere questo tuffo nel passato. 

Uscendo compro un libro di Stefan Klein we are all stardust che non parla di stelle ma delle vite di alcuni scienziati di rilievo.

La zona sud della città trascura cultura da tutte le parti. Attaccato c’è il Goma galleria di arte moderna, la State library of Queensland. Art gallery, altri musei, il conservatorio, l’università. Tutti edifici ben tenuti, uno accanto all’altro. Sogno qualcosa di molto simile anche per noi…ma è forse qualcosa che riguarda più il nostro passato remoto che il nostro futuro. Passo il resto della giornata a vagabondare, la nausea forse passa sognando!