Partenza, giorno 26

Questo post per alcuni avrà il tono tragicomoco che a tanti mancava dei miei infelici tempi siculi! Sono infelice anche adesso, perché mi tocca partire e sto tempo mi è volato che manco me ne sono resa conto! 

Giro rapido in mattinata dei quartieri che mi sono piaciuti di più quasi a volerli bene imprimere nella memoria, come se le foto non bastasse e ora sto in aeroporto. 

Un tizio mi si appiccica al check-in bagagli. Se vuoi passare avanti passa, tanto l’aereo ancora non parte, se no 10 passi indietro! Mi giro per dirglielo ma evidentemente lo sguardo è stato ancora più efficace. Indietreggia. Dopo un po’ mi risento sfiorare. Mi rigiro, sta schiacciando freneticamente i tasti di un cellulare con lo schermo malamente frantumato e malignamente penso:”e te credo! Te l’hanno già scaraventato lontano così te levavi de mezzo, eh?!”. Non so che patologia sia questa, come quella di dover per forza attaccare bottone con tutti o non star zitto un attimo. Ognuno ha le sue, io sicuramente ne ho altre, alcune però sconfinano nella molestia! 

Per altri questo post avrà solo il tono della polemica, sterile e feroce… Pazienza! Sto incazzata nera e se vi sentite chiamati in causa è perché gli insulti che seguono sono anche per voi allora! Se invece avete la coscienza pulita ci riderete su… o forse no ma non potrete dire che quel che segue non sia un brutto “déjà vu” anche per voi! 

Salgo sull’aereo che sto ancora al telefono con Laura, avanzo verso il mio posto, lo stramaledetto 75c! Leggo i numeri, controllo, mostro biondo in vistaaaa, ricontrollo ancora… pooooorca miseeeriaaa, ce l’ho seduto proprio dietro! Sulle gambe della nonna esaltata ed estasiata perché il suo bambolotto slavato ha deciso di chiederle conforto per qualche problema immaginario! Poso lo zaino sotto al sedile; segue un ragazzo, doveva stare al posto della vecchia ma l’hostess gli ha arbitrariamente cambiato posto senza neanche chiederglielo! Che culo! Pure ioooo! Continuo a parlare con Laura e ari-pooorca miseriaaa: segue altro  mostro, questo rosso con madre al seguito! Sono i posti vicino a me! È accanimento! Non je la posso fà! Non fanno in tempo a sistemarsi che la ragazzina già frigna che vuole sedersi al centro! Panico! Lo dice anche all’hostess, alzando la voce! Appena finisce la frase mi scappa un “nooooooo” altrettanto lagnoso, stessi decibelt, più sguardo di supplica rivolto all’hostess. Lei sorride, e implicitamente risponde a entrambe dicendo:”ah, no, questo non dipende da me!”. Nel frattempo la madre, che mi sta accanto, non ha minimamente apprezzato il mio no, udibile a tutti e si è visibilmente accigliata! E “sti cazzi” dove ce lo metti? È così strano che non voglia st’impiastro vicino? Secondo me invece ci è abituata e come a gente che schifa il suo angioletto maleducato e capriccioso! 

Spiego a Laura quello che è successo, provo a non ridere ma ormai lo faccio solo per non piangere, la saluto e la roscia comincia a urlare “Elga! Ellgaa!” nella mia direzione! Non capisco, poi mi giro verso destra…e nooooooo, ce ne sono altre 2! Elga ad occhio e croce sarà sua coetanea ma non se la fila e la lagna alla mia sinistra continua per un po’, imperterrita, e credo sia parecchio rivelatore del livello cerebrale. 

Voglio scendere, non ho alcun problema a restare in Australia ancora un po’, giuro che prendo quello dopo! Non resto abusiva nel paese! Mi verrebbe quasi da mettermi a piangere e strillare anch’io! L’aereo è pieno come un uovo e non c’è nessuno che voglia fare a cambio di posto! Stupiti, eh ? Io no, è il mio inferno quotidiano! Più li evito come la peste e più me li ritrovo vicino! Ormai sono arrivata a convincermi che sentano lo schifo, così come i cani avvertono la paura e, quasi sadicamente, ci giocano! 

È addirittura peggio del viaggio di andata! Sono circondata! Mettono Bob Marley di sottofondo:”Don’t worry about a thing, every little thing is gonna be alright!” quasi a voler lanciare messaggi subliminali! È una candid camera e in cabina di controllo si stanno divertendo alle mie spalle? 

Sarò breve, i 2 a destra, tedeschi, non hanno fatto un fiato per tutto il viaggio, il mostro alla mia sinistra in piedi a saltare sul sedile tutto il tempo, a tentare vanamente di attaccare bottone con me ma non l’ho degnata, di proposito, di solo  sguardo e quando l’ho fatto è stato solo in cagnesco con insulti in romanaccio rivolti a quella grandissima troglodita di sua madre. Per non so più quante ore di volo, quest’ultima, si è limitata a sibilare un inutile, patetico e isterico “stop it!” ogni 2 minuti. Qualunque individuo medio, volendo anche sotto la media, avrebbe cambiato strategia dopo mezz’ora, un’ora, tiè! Lei no, è andata avanti così a oltranza e giustamente l’impiastro di ragazzina continuava a far casino, felice e imperterrita, perché tanto non ci sono conseguenze. A un certo punto ci siamo guardate con la vecchia che avevo dietro, uno sguardo esasperato e disgustato con la nonna dell’altro ragazzino che avevo dietro! Poco più piccolo di questa, attrazione fatale per i miei capelli e per tirarmi calci sullo schienale! Chi di voi non lo avrebbe apprezzato? Alle 3 del mattino, il pargolo, ha pensato bene di cominciare a strillare come un’aquila, ha svegliato mezzo aereomobile, li mortacci sua, e da allora si è scatenato l’inferno! Mezzo aereo in piedi con i ragazzini che correvano liberamente per i corridoi e i deficienti dei genitori che li rincorrevano. Il segnale che indicava le cinture allacciate non l’hanno mai spento, in compenso hanno dovuto ricordarlo con gli annunci in continuazione. E la vecchia faceva pure la scandalizzata! Poi dici che non devi bestemmiare come uno scaricatore di porto! Non oso pensare che volo di inferno sia stato anche per le hostess, di un’educazione e pazienza senza precedenti. Li odio, li odio tutti, grandi, piccoli. Coltiviamo maleducazione come se fosse un valore aggiunto! Come se un ragazzino autogestito fosse segno di progresso, modernità e liberalità! E su questo, mi spiace dirlo, non ci sono confini. 

Non li fate i figli se avete così tanta paura a dirgli di no, di riprenderli, di porgli dei limiti, quelli giusti…di civile convivenza che tanto un giorno imporrà la vita stessa a suon di schiaffi morali. 

Sì, certo, potete sempre delegare il vostro ruolo a qualcun altro, alla scuola, ai genitori degli amichetti o agli amici stessi ma voi non ne uscite bene. Ci fate la figura degli abrutiti e, molto  verosimilmente lo siete davvero!  Quello che mi sconvolge è la tolleranza verso di voi è la vostra prole. Sono sinceramente basita. Non si tratta di casi sporadici. Ormai siete quasi la norma. Mi spaventa un mondo popolato da scimmie urlanti che non comprendono la differenza tra me e un genitore che magari riesce pure ad apprezzare i calci o gli strilli nelle orecchie, come se stessero prendendo fuoco! 

Mi spaventa che siate riusciti a far passare tutto come legittimo, persino gradevole. Che abbiate trasformato il vostro inferno personale in un inferno collettivo da condividere sistematicamente con ogni povero malcapitato di turno!

E non diciamo che sia un caso perché sti orrori sono all’ordine del giorno su qualsiasi mezzo di trasporto pubblico, supermercato, strada, etc. Ad ogni latitudine e longitudine. Non ho ancora fatto lo studio sociologico e statistico delle nazionalità coinvolte ma ce ne è proprio bisogno? Dovreste vergognarvi e basta! 

Ma no, è vero, non lo fate, c’avete pure la faccia come il culo di indignarvi se hotel e ristoranti non accettano le piaghe umane che avete messo al mondo e cresciuto con tanta non curanza! Voglio proprio informarmi, a sto punto diventa una questione di principio, voglio proprio vedere se anni fa era così o meno. Ho i miei dubbi perché fino a un paio di generazioni fa si rigava dritto, c’era rispetto, la “paura educata”  di dar fastidio e non la pretesa di farlo con la strafottenza di chi pensa che sia un suo diritto! I diritti dell’infanzia sono altri, ma anche da piccoli ci sono delle regole, dei doveri! Aripigliatevi!