Se questo mare potesse parlare… 

Se questo mare potesse parlare non credo che svelerebbe le mie confidenze, nomi, eventi, luoghi, lacrime, contorti processi mentali e ancora lacrime. I nomi in realtà non li farò neanch’io ma sento la necessità di scrivere un tributo al mare, non solo quello di Roma (questo nella foto è Ostia, qualche giorno fa), ma a tutti i mari che mi hanno accolto, che mi hanno visto ridere, piangere e che mi conoscono più di quanto tanti esseri umani non faranno mai. Si dice spesso che il mare è traditore. Dipende. Io credo che lo diventi solo quando si sfida la natura e i propri limiti, è vero che spesso il mare non perdona ma con chi te la prendi se non con te stesso? Adoro andarci da sola,  per un attimo, un’ora o mezza giornata hai la sensazione che tutto riacquisti un senso, una sua logica, il posto che gli è proprio… ed ecco, io appartengo al mare! È una violenza trapiantarmi in città dove non c’è o dove puzza. Voglio vedere quando la finirò anch’io con la serie infernale di trasferimenti insensati ma questo è già un discorso più lungo e più complesso. 

Ostia è un posto che ho odiato per anni eppure è da qui che tante volte sono risorta dalle mie ceneri, che ho rimesso insieme i migliaia di pezzettini dei tanti frantumi. Se ci fosse una sola foto a poterla rappresentare, senza alcun dubbio sceglierei questa. Cupa ma con la luce all’orizzonte. 

Tante volte sono rinata e ripartita da qui. Quanti sbagli, eventi, passi indietro, balzi in avanti, quanti errori nel corsi di una vita. Quante delusioni, tradimenti, amicizie e amori finiti? E lui stava sempre lì,  per me…

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Marsiglia, colonia araba

…et la Corniche en direction opposée! Odio i navigatori satellitari anche se in realtà adoro perdermi! Se possibile in posti meno loschi della strada dei meccanici arabi di Marsiglia! Non ricordo il nome! Ricordo solo che mi sembrava Palermo o certe periferie di Roma! Aveva in effetti un che di familiare, a parte il degrado, i copertoni delle macchine buttati ai bordi del marciapiede sfondato in mezzo a cartacce, erbacce, brandelli di vestiti, etc. Marsiglia è sud nell’animo! E’ calda, fantasiosa, solare, caotica, non valorizzata come dovrebbe eppure rispetto a 20 anni fa è oro. Ero titubante se tornarci o meno perché appunto non ne avevo tutto sto gran ricordo ma la voglia di vedere le Calanques era troppa e allora come prima cosa giro in barca, la mattina presto. L’ultimo della stagione perché poi se ne riparla l’anno prossimo ed io che ne so l’anno prossimo dove sarò?

Passiamo davanti al castello di If, suggestivo e pittoresco perché è quello del conte di MonteCristo, quindi il suo fascino non si discute, per una volta è oggettivo! Fa freddo ma sto fuori lo stesso a scattare foto come una pazza… le calanques vicino Marsiglia mi sembrano piuttosto deludenti, belle ma non come quelle che mi aveva mostrato una conoscente francese! Si, lo so, sto sempre a parlà di viaggi con la gente… ma vedi che dritte interessanti che ti danno? Infatti più ci avviciniamo a Cassis e più mi innamoro delle calanques! L’acqua è verde e il paesaggio si fa via via meno brullo! Finisce che mi riprometto di andare pure a Cassis e intraprendere qualche percorso via terra. Ci sono dei sentieri meravigliosi e da lì la vista deve essere ancora meglio che via mare, se ciò è possibile!

Torniamo a terra, comincia il mio vagabondare a casaccio a piedi. In realtà sono molto rare le volte che ho una meta… e anche quando ce l’ho non rispetto mai le indicazioni per arrivarci. Prendo sempre strade parallele, certo non era il caso di rischiare a Marsiglia ma per fortuna è andato tutto bene e anche quando mi perdo nella zona losca e ad ogni passo mi dico “torna indietro”, “che stai a fa” qualcosa  mi dice che un autobus pieno di donne velate con 3 ragazzini a testa più la carrozzina potrebbe essere una soluzione!

Marsiglia è stato un triplo viaggio! Il meridione francese, i ricordi di quello italiano, a cui assomiglia tanto, e il mio immaginario di come dovrebbe essere un paese tipo l’Algeria o la Libia. Paesi in cui non andrò mai perché da sola non mi fido! Peccato, peccato grandissimo, perché secondo me devono essere  stupendi. E’ un peccato che siano delle polveriere a cielo aperto, è un peccato che oltre la metà di questo splendido mondo non la potrò mai visitare ma per fortuna sognare non costa niente! 

Comunque, dalla zonaccia di loschi ceffi e moschee improvvisate nei garage ritorno verso il centro, alla luce del sole! Ha sempre fatto bello eppure nella stradona lunga che ho percorso per almeno un paio di km il sole non c’era! No, non c’erano palazzi alti che la coprissero, alberi pochi e niente, mal ridotti e comunque spogli. No, non era nemmeno suggestione, era che anche il sole ha steso un volo pietoso su qell’orrore. 

Torno quindi verso il mare, il sole torna a splendere bello, deciso e abbagliante, è pieno di gente e sembra quasi un’altra città. Aspetto il tramonto per tornare stramorta in albergo con gli occhi pieni di sole e ancora tanto mare! 

Il giorno dopo mi perdo in un quartiere meno losco, più residenziale, tra stradine in salita e vicoli stretti, ma sempre all’affannosa ricerca di questa benedetta corniche. Dopo ore finalmente la trovo e forse è anche meglio di quello che immaginavo! Ancora il castello di If all’orizzonte e gli altri isolotti, l’acqua continua ad essere verde smeraldo e c’è questa grande e lunga balconata, scavata sulla roccia che mi fa interrogare sulle misure di sicurezza perché su più punti il parapetto già di per se molto basso è crepato è anche eroso o parzialmente crollato… ma che spettacolooooo?! Ancora il sole, sole splendente ovunque, ti ipnotizza, ti riscalda, ti avvolge, è una fatica decidere di spostarsi e tornare verso il centro perché si è fatta una certa… Incrocio tanta gente che fa jogging e che va in direzione opposta alla mia, (come al solito mi ritrovo contro corrente) ed ecco, sì, Marsiglia d’un tratto mi appare una città più che vivibile. 

Resto in zona lungo mare anche al centro, che di mare non ne ho mai abbastanza! Mi avvio verso la stazione quando l’ora è venuta e Marsiglia mi propone un’altro viaggio nello spazio e nel tempo, ma una sorta di kasba a cielo aperto, una piazza gremita da uomini, pochissime donne, rigorosamente velate, dove si contratta, urla e mercanteggia sui prezzi e la qualità di cianfrusaglie, vestiti, scarpe e borse di quarta o quinta mano buttate per terra. Mi ricorda certe foto dell’Iran. Non c’è nessuno che parli francese, non in quel momento almeno, sicuramente lo capiscono ma non è quello il contesto! Sembra un formicaio, la gente si accalca e si spintona, c’è un gran vociare. Mi sbrigo a superare la gran piazza sebbene sia abbondantemente in anticipo per il treno. Arrivo alla stazione interrogandomi sulla varietà e diversità di ambienti che offre questa città. La convivenza sembra pacifica e non è difficile capire com’è che tante persone provenienti dalle ex colonie abbiano deciso di fermarcisi e non solo transitare. 

Per clima, panorama e organizzazione è senza alcun dubbio la città europea che più si avvicina a quello che loro hanno lasciato sicuramente a malincuore e che ancora chiamano “casa”. 

 

E ti ricordi il mare… 

Ognuno ha le sue motivazioni, cose che lo spingono ad alzarsi la mattina, cose che lo fanno sorridere, piangere, che gli danno la carica, una sferzata di energia e poi tutto riprende la sua dimensione reale, quella che gli appartiene, quella che gli è più consona.

A me il mare fa st’effetto. Per carità, vanno bene tutti ma non sono tutti uguali. Al Sud il mare profuma, ha un colore particolare, è stupendo persino in tempesta e quando c’è il sole si tingere di rosa, di rosso o anche solo di luce.

Il mare ti parla, sempre… ma non tutti lo sanno ascoltare. Non so più quante foto ho scattato, il soggetto è sempre lo stesso, poi le riguardo e immancabilmente sorrido! Come quando incontri un vecchio amico. Non ti rendi conto di quanto ti sia mancato finché non ce l’hai davanti, finché non si concretizza e ti dici che non lo avevi solo sognato.

Trovo sconvolgente che ci sia gente che non ti dica assolutamente niente, malgrado ti stordisca di parole e poi, in un attimo, con qualche onda…  i brividi!

Mi succede la stessa cosa anche davanti a un bel pezzo di Street Art, le stelle, i gatti… niente, so proprio le persone che non mi dicono un accidente!

Al mare riaffiorano i ricordi, quelli belli, quelli brutti ed io che in generale odio i riti per il mare ne ho alcuni. Ci sono un paio di canzoni che potrei ascoltare per ore, sulla riva, stando ferma…

Peccato solo che le ore si trasformino in minuti nei mari del nord!

Al sud, complici temperature più umane, riesci a prenderti tutto il tempo che vuoi senza rischiare una broncopolmonite. Quando si parla di qualità della vita è un fattore da considerare!

Potrei scrivere un pippone sulle ragioni che mi impediscono di essere felice al nord ma non adesso!

I contesto-dipendenti già le sanno, tutti gli altri non so nemmeno se le capiranno!