Australia, considerazioni di viaggio 

Belli miei, la pacchia purtroppo e finita, non ho ancora ritrovato una parvenza di routine, che rifuggo sempre e comunque ma rispondo qui alle vostre tante domande, mail, messaggi e “whatsappate”.
1. Come hai fatto? (la più ricorrente) 

– Ho preso e son partita! Niente di più, niente di meno! Era un viaggio che sognavo da troppo tempo ed era indubbiamente arrivato il momento giusto per farlo! Prenotato in anticipo solo i biglietti aerei, l’hotel della prima notte a Melbourne e l’ultima notte a Brisbane. Le uniche certezze che avevo. Tutto il resto improvvisato e deciso sul posto, in funzione del tempo, la stanchezza, i contrattempi, i soldi, etc. Non sono solo il mio dj (cit. Subsonica) ma sono anche il mio tour operator! 

2. …ma da sola? 

– Si. Ed è una cosa che sinceramente consiglio a tutti almeno una volta nella vita. È quanto di più rigenerante ci possa essere. Si, lo so, non siamo tutti uguali, per alcuni è frustrante, noioso, spaventoso. Per quelli che non hanno in orrore la propria compagnia allora è anche per quelli che ci stanno lavorando su. Io ci sono arrivata per gradi ma da quand’è cominciata questa splendida storia d’amore con me stessa non riesco più a stancarmi e staccarmi da me! Ho mentalmente e fisicamente bisogno di stare da sola. Il difficile, anzi, è stato fare lo slalom tra persone che conoscevo già da tempo, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti e i momenti di puro silenzio e solitudine da consacrare a me stessa. Si dice che la natura umana sia socievole, forse sto derazzando, non lo so. Io so solo che sono pochi i discorsi che valgono la pena di rinunciare al mio silenzio. Pochissime le persone per cui sono felice di fare un’eccezione ed ecco, magari restare un po’ più di tempo sola con me stessa non mi farebbe affatto schifo perché a sto giro, a più riprese, ho stramaledetto la presenza di esseri umani vicino a me. 

3. Alla fine cosa hai visto? 

– In Australia: lo stato di Victoria, Melbourne, Great Ocean Road, Wilson Promontory, Sydney, Gold Coast, Hervey Bay, Brisbane e in Nuova Zelanda: isola del nord, Auckland,Waiheke, Bay of islands. Poco, pochissimo per il tempo a disposizione. Non mi rendevo conto delle distanze prima di partire, non ci capivo niente nemmeno sul posto e forse solo adesso sto cominciando a realizzare l’entità di quello che ho fatto! Non ho sofferto per i 5 fusi orari che ho cambiato in un mese, mi hanno ammazzato di più le nottatacce sugli autobus e gli spostamenti interni in generale. 

4. Cosa rifaresti e non rifaresti? 

– Rifarei tutto esattamente come l’ho fatto e, anzi, lo rifarò! Mi manca ancora molto da vedere. L’unica cosa che non farei è l’ammazzata da e per Dubai. Vada per lo scalo ma in un altro aeroporto. A metà strada, ovunque in Asia. Fermarmi pure un paio di giorni e poi ripartire ma sia all’andata che al ritorno è stata la cosa che ho sofferto di più. 

5. Cosa ti è piaciuto di più? 

– Gli animali selvatici australiani, di ogni specie, grandezza e aspetto. Dai koala ai canguri, uccelli, rettili, etc. Se proprio proprio dovessi scegliere però vi direi i canguri. Li ho trovati di una dolcezza che riesco a paragonare solo a quella dei cani. 

6. Cosa ti è piaciuto di meno? 

– Il cibo! Manco a dirlo! Sono destinata a soffrire ogni volta che mi allontano dall’Italia. È una battaglia persa in partenza, un problema culturale e vi ricordo che non sono il tipo che vuole la pasta quando sta all’estero ma è dura fare lo slalom tra salse e salsine che fanno a gara a quale sia la più malsana! No, decisamente mi hanno salvato i supermercati sempre aperti e la frutta che, ad onor del vero, ho trovato molto buona. 

7. Il prossimo viaggio? 

– Ho una lista molto lunga. Mi piacerebbe molto andare in Perù ma per me è viaggio anche fare la turista a Roma o tornate giù in Salento. Sono posti che conosco come le mie tasche ma è bello ricoprirli con occhi diversi. Ne sento anzi la necessità. Non c’è bisogno di andare dall’altra parte del mondo per stare bene. Il viaggio comunque, per me, parte sempre dalla testa, ancora prima dello spostamento fisico vero e proprio. 

8. E quando ti fermerai? 

– È il sogno di molti ma non il mio. Non posso dire mai perché appunto non si può mai sapere ma credo che ormai potreste pure cominciare a mettervi l’anima in pace! Ognuno poi mi dice che vorrebbe che mi trasferisco nel suo paese ma quando è successo, oggettivamente, quante volte ci siamo visti? È la vita che è così, non ne faccio una colpa a nessuno ma non biasimatemi nemmeno se non mi sento di fermarmi da nessuna parte. 

9. Continuerai il blog? 

– Si. È nato per voi. Io non sentivo minimamente l’esigenza di documentare tutto quello che faccio ma mi rendo conto che è difficile starmi dietro tra continui spostamenti, cambi di rotta etc. Adoro mantenere i contatti e, come vedete, nessuno è obbligato a iscriversi alla piattaforma di WordPress, potete leggere quello che volete quando e come volete senza impegno. Appena ho un attimo comunque proverò ad alleggerirlo un po’ perché caricare e scrivere tutto da cellulare per molti aspetti tecnici è poco pratico. Migliorie in vista quindi! 

10. E ora dove andrai? 

– Prossima tappa: Spagna. Non ci ho  mai lavorato. Avevo voglia di cambiare e il 2 aprile parte questo nuovo esperimento! Hasta luego y besos a todos 🙂