Phillip Island, giorno 5

Probabilmente r il mio 5° giorno opto per un altro tour guidato di 2 giorni. Volevo andare in Tasmania ma ci vogliono “solo” 10 ore di traghetto e non ho tutto questo tempo a disposizione perché sabato voglio assolutamente vedere Laura a Sydney. 

La giornata comincia sempre all’alba, contro la mia volontà, perché sono sempre stata insonne ma qui l’emozione gioca brutti scherzi. Vado alla stazione di Southern Cross per  lasciare lo zaino grande ma i lockers non funzionano. Chiedo quindi a un indiano, impiegato delle ferrovie, comincia a fare il provolone, viscido come pochi, si offre di tenermi lo zaino a titolo gratuito. Magari ho fatto una cretinata ma decido di fidarmi. 

Avevo un altro zainetto con me ma mi sta massacrando le spalle perché le bretelle sono troppo sottili ed io lo carico all’inverosimile. Ne compro quindi un altro e mi avvio verso l’agenzia del tour bunyip. L’autista stavolta è una donna, timida, silenziosa ma molto gentile e precisa nelle sue descrizioni ed indicazioni dei vari posti che andremo a vedere. Oggi andremo a Phillip Island ma sono previste diverse fermate in punti strategici. È un po’ una delusione rispetto al pazzo dell’altro giorno e mi manca la musica a palla con tanto di cori da gita scolastica ma mi ricrederò poi nel resto della giornata. 

Prima fermata a Moonlit Sanctuary. Un ricovero per animali selvatici che sono stati feriti e che per vari motivi non possono essere rimessi in libertà perché apparentemente gli altri animali, della stessa specie, non li accetterebbero e avrebbero comunque difficoltà a cavarsela da soli. Ci sono anche diverse specie di uccelli, emù, wallaby (non ne avevo mai visti ma sono come i canguri in più piccolo). Finalmente ho anche il mio primo incontro con un canguro! Da quanto lo sognavo! Uno mi salta vicino, una sorpresa indicibile e il cuore mi va a tremila. Poi se ne è andato perché in realtà cercava solo  cibo facile (che di solito i turisti comprano sul posto). Più in là ne incrocio un altro, molto più socievole, lo accarezzo, gli faccio i grattini e lui sembra anche apprezzare! Non c’è persona più felice di me oggi!

Da qui ci spostiamo alla vicina Churchill Island dove si trova una fattoria “modello”, se così si può dire, una di quelle all’antica, niente di intensivo, brutto, cruento. Nel pieno rispetto degli animali portano avanti questo posto che è tenuto da dio! Da piccola sognavo di avere una cosa del genere con tutti gli animali che ci ho trovato dentro, dalle mucche alle pecore, anatre, etc. Sembrava tratta da un film della Disney, talmente bella da non sembrare veramente stile coloniale direi. Sullo sfondo la baia. Amy, la nostra autista, ci precede all’entrata tira fuori un sacchetto con me e carote. Avevamo appena pranzato, ma dovevano essere per forza per i cavalli! Mi fermo a fare qualche foto di questo posto da sogno e appena arrivo alla colline la trovo abbracciata a un cavallo, lo accarezzava, gli parlava… lì ho capito, ho fatto uno più uno! Anche lei doveva essere un amante smodata degli animali e schifare il genere umano come faccio anch’io! Ogni volta che mi spostavo la trovavo a coccolare qualche animale, con uno sguardo che d’un tratto mi è parso il più triste del mondo. Non le ho chiesto la sua storia ma ormai i segni erano evidenti.

Entro nell’ultima parte della stalla trovo due agnellini, mi accovaccio verso il recinto basso esclamando “amooooreeeeeee!” con lo stesso tono che normalmente  riservo a cani e gatti. Il più vicino mi viene incontro con 2 occhi pieni di una tenerezza e una dolcezza che non riuscirò mai a descrivere. Sento un rumore, mi giro ed era Amy, non mi ero accorta della sua presenza ma apparentemente aveva assistito alla scena. Il primo sorriso della giornata. Da lì siamo diventate “amiche”! Un continuo parlare di animali selvatici, quelli in estinzione, l’invadenza dell’uomo nel loro habitat, per noi intolerable e ingiustificabile. Non mi capita tutti i giorni di trovare qualcuno che la pensi come me su questo argomento quindi decisamente Amy “made my day!”. 

Passiamo al Koala conservation centerUn oasi protetta per Koala. Sono tutti mezzi addormentati, pare che dormano 20 ore al giorno a causa della loro dieta a scarso apporto calorico e devono risparmiare energie. 

Ultima tappa: Nobbies per la parata dei pinguini più piccoli mondo. Sono alti 20/30 cm, pesano un kg al massimo e si trovano solo qui. Sono gli unici ad essere blu sul dorso e bianchi sulla pancia, i cuccioli invece sono bianchi e grigi. Il tutto per ragioni mimetiche perché purtroppo sono delle prede facili e non hanno altro mezzo per difendersi. Questa è l’unica colonia rimasta. Ne sono morte ben 8 e il governo australiano ha ingaggiato una vera e propria lotta giuridica coi residenti di questa zona che è durata 12 anni. Purtroppo hanno concesso erroneamente le licenze per costruire, inoltre qualche deficiente ha introdotto le volpi in questa zona ed è stata una mattanza. 

La cosa folle è che lo stato non aveva proposto l’esproprio ma di riacquistare a prezzo addirittura maggiorata rispetto al valore di mercato. Hanno spiegato la situazione e la cosa folle è che si sono beccati un no. Adesso la vicenda si è finalmente conclusa, le volpi eliminate e la colonia si sta ripopolando. Stanno cercando di catturare anche i pochi cani e fatti rimasti perché si, ma stupendi-stupendissimi m’a sono pur sempre dei predatori e per sti cosini indifesi è davvero una lotta impari. Addirittura i rangers hanno dovuto costruire li delle tante di legno. Per chi si stesse chiedendo come facevano prima la risposta è ovvia: non avevano bisogno di niente perché qui c’erano solo loro!

Arrivato l’uomo è arrivato il danno con un pericolo che non erano preparati a fronteggiare. 

La parata dei pinguini che siamo venuti a vedere, sotto la supervisione dei rangers, è il rientro de sti cosini buffi e goffi dal mare. Sono stati tutto il giorno alla ricerca di pesce e i cuccioli aspettano il rientro dei genitori in trepidante attesa, nelle tane artificiali. Hanno allestito delle gradinata di legno sulla spiaggia, sembra un’arena e il mare è il palcoscenico! L’arrivo è previsto per le 20.45. C’è un ranger addetto alla conta degli esemplari mentre gli altri supervisionano che i bipedi più idioti del pianeta non facciano altro danno, tipo puntando un flash o un obiettivo contro i pinguini per prendere ste cazzo de foto! Da oltre un’ora passa l’annuncio per ricordare che le foto e tutti i dispositivi per filmare, etc. Sono severamente vietati. È pieno di asiatici e l’annuncio lo passano soprattutto in una o più linguaccia di questi bifolchi che però al momento venuto se ne fregano allegramente, cominciano a urlare come se fossimo invasi dagli alieni e a fare foto!!! Con genitori di merda di questo calibro i figli fanno pure di peggio. Gli europei non sono da meno ma gli asiatici sembrano tutti invasati. Si scatena l’inferno per i rangers!L’area è recintata ma visto che questo è il comportamento a cui esistono regolarmente personalmente vieterei ogni tipo di accesso all’isola e tanti saluti! 

Aveva ragione l’agente Smith quando diceva che siamo un virus per questo pianeta! 

Great Ocean Road, giorno 3

Ho adorato ogni metro di questa gita ma credo che il ricordo di questa giornata rimarrà piuttosto indelebilmente legato ai primi incontri ravvicinati con 4 specie selvaggie diverse, tra cui un umano ma qui lo dico in senso di complimento! 

Mi sono innamorata dell’autista! Australiano doc, totalmente fuori di testa, battuta facile ma intelligente. Sempre discreto e mai eccessivo. Abbiamo gli stessi gusti musicali, tutto il viaggio con rock a palla e tutte canzoni che ascolto dalla mattina alla sera, incredibile ma vero l’uomo della mia vita esiste! Rispettoso al massimo per natura ed animali, gran viaggiatore e, ovviamente, pelato! 

Ci eravamo fermati per mangiare qualcosa in un baretto squallido a Kenneth River. L’autista si raccomanda di non toccare i koala che qui si incontrano facilmente. Al massimo, se proprio ci teniamo, possiamo dare da mangiare ai pappagalli! 

Mi ritrovo al tavolo con una canadese, un inglese e una tedesca. No, non è una barzelletta! 4 convenevoli ma in realtà ci sbrighiamo a mangiare perché a nessuno, di fondo, interessa fare conversazione. Ora che ci penso, da quando sono arrivata non sono ancora stata molestata da nessuno! Nessuno mi ha attaccato pipponi insopportabili per strada! Non è una cosa meravigliosa? Non rompere inutilmente i coglioni a nessuno per noia, solitudine, stupidità… lo includo tra le qualità che fanno alzare la qualità della vita in un paese! 

Ci sarebbe da fare uno studio approfondito sul motivo per il quale questa cosa risulta impraticabile nei paesi latini ma vabbè sorvoliamo! 

Secondo incontro: i koala! Usciamo fuori e ne vedo uno che dormiva su in alto, su un albero… Un secondo ancora più in alto su un altro albero… Era quasi ora di andare quando vedo una trentina di persone tutte con la testa all’insù. Mi sembrava strano che fosse per i pappagalli. Mi avvicino e ce ne era infatti un terzo, visibilmente stranito per il vociare degli umanoidi giù di sotto. Era indeciso se scendere. Tentenna un po’, poi con la lentezza di un bradipo si decide. 

Mi salta su un piede e resta li per un po’! La tentazione era quella di abbassarmi e prenderlo in braccio ma era formalmente interdetto inoltre mai nella vita avrei voluto contribuire a scocciato! 

Buona parte degli asiatici presenti invece hanno cominciato ad avvicinarsi gridando,  lui ovviamente non ha apprezzato e ha battuto in ritirata. In maniera un po’ pigra e indolente, tipica di chi è ancora mezzo addormentato. Uno spettacolo di goffaggine se non fosse stato per sti cinesi deficienti, o qualunque altra razza  fossero! 

L’diosimcrasia per il genere umano mi segue fino in capo al mondo! 

Risaliamo sul pulmino alla volta dei 12 apostoli. 

Un totale di 600 e passa km tra mare e verde. Un panorama talmente cangiante da passare dalla costa brulla a quella piena di vegetazione  che ricorda molto quella mediterranea per poi passare alla foresta rigogliosissima, un tratto purtroppo bruciato l’anno scorso all’altezza di Loane, prati, cavalli, mucche al pascolo, pecore, baie per surfisti infestate da squali (assurdo,  lo so, ma qui non si fermano davanti a niente!), case con vetrate immense che giusto nei film… fattorie, segnali per avvisare della presenza di canguri. 

Le previsioni davano un pallido sole, coperto invece tutto il giorno ma qui mi piace tutto anche se fa un tempo da schifo! È l’ultimo stadio dell’amore! Quello che ti fa capire che il posto ti appartiene o, meglio, che tu appartieni al posto! 

I 12 apostoli, che poi sono rimasti solo in 8 mi hanno un po’ deluso ma belli bellissimi lo stesso. 

La cosa invece più sorprendente per me è stato il tratto di costa a seguire subito dopo, meno conosciuto ma a mio modesto parere ancora più suggestivo (vedi foto sopra). 

Un tramonto che non si può descrivere, per questo vi ho messo il video su fb, ma ringraziate sempre bradipina C. perché io non ci avrei mai pensato! 

Sul rientro, una strada deserta tra campagna incolta, il pazzo dell’autista inchioda e accosta bruscamente. Era per non ammazzare un echidna, una specie di istrice presente solo qui. Si getta scalzo (pare che qui sia la norma!) fuori dal pulmino, ci invita a scendere e ci riempie di aneddoti su questa specie. Una guida fantastica! 

Qualche km più in là stessa scena, inchioda ma stavolta sale sul furgoncino e comincia a fischiare come un pazzo. Dei puntini in lontananza su una collina cominciano a muoversi, cambiare forma e infine eccoli… in tutto il loro splendore, una coppia di canguri scende verso di noi! Ma quanto li amo? Non sono riuscita a fare foto perché era troppa la sorpresa e l’emozione ma confido in altri incontri ravvicinati! 

Rientro in hotel a mezzanotte passata con gli occhi pieni di verde, di azzurro e di pelosoidi meravigliosi. E chi se la scorda una giornata così?