Sicily on the road with figghia

Come promesso, prossimamente su questi schermi, l’attuazione del diabolico piano E, on the road, con figghia Mariolina. 8 giorni, 21 tappe! un’ammazzata senza precedenti ma ogni tanto ci vuole! 😍

A differenza di Facebook qui non compariranno foto personali ma è sicuramente l’unico spazio, accessibile a tutti, in cui potrò raccontarvi qualcosa di più… I retroscena, la stesura di ben 5 piani, le varianti sulla piantina, le modifiche di percorso, le tappe fondamentali e irrinunciabili. Ho sempre pensato che avrei dovuto fare l’ agente di viaggio… e in qualche modo lo faccio da sempre, zaino in spalla e via!

Adoro viaggiare da sola, ma solo perchè gli amici non sempre sono disponibili e viaggiare è l’unico lusso che ho la fortuna di concedermi.

La Sicilia è tante cose per me, ci ho vissuto per oltre un anno, ci ho lasciato il cuore, contro ogni aspettativa, perché è stato un periodo molto particolare, brutto, tocca dirlo. Ma di questa splendida regione mi è rimasto solo il meglio, gli amici, il mare, i profumi, i luoghi. Continuo a tornarci, di tanto in tanto, ma mai tanto spesso quanto vorrei. Credo che sia davvero la regione più bella d’Italia, senza nella togliere alle altre, che specialmente da Roma in giù le amo tutte, ma la Sicilia ha davvero qualcosa di particolare, di diverso, qualcosa che non riesco a spiegare perché in fondo non si tratta di un criterio oggettivo ma è, appunto, del tutto personale.

Per farla breve, tra un po’ finisco il contratto qui a Nizza, volevo assolutamente concedermi un break, avevo già pianificato, Napoli, Ischia e Puglia per l’ultima metà di agosto ma mi mancava qualcosa. Morivo dalla voglia di rivedere Taormina e pensavo di scendere solo per 2, 3 giorni. Lo dico a Maria, “figghia”, la mia primogenita virtuale, la prima a chiamarmi,inspiegabilmente, “mamma” e, per la cronaca, in seguito ne sono seguite altre 6!

Lei non poteva, io esitavo e valutato ancora, poi un giorno mi chiama e mi propone un tour.

Avrei voluto fermarmi qualche giorno di più a Roma, la base, non solo per cambiare le valigie ma il viaggio ha avuto la meglio!

Comincia così la stesura del primo piano… mando le foto a Mari che paradossalmente la conosce meno di me pur essendo Siciliana e no, non approvava… lei aveva delle tappe irrinunciabili proprio perché la parte meridionale non la conosce affatto e allora inserisci tutto, secondo richiesta, incastra, elimina, aggiungi, modifica il percorso, rimodifica ancora. Una volta stabilite le tappe irrinunciabili arrivi alle prenotazione degli hotel.

La fase più gravosa per una che tende a improvvisare, ti fermi dove c’è posto, che ti frega? Ma forse a sto giro aveva ragione lei, è comunque l’alta stagione… faccio quindi violenza su me stessa e prenoto, ricambia il percorso perché non sempre c’era posto, manda whatsappate a Mari, aggiusta e ricambia. In qualche modo, in un paio di giorni, finalizzato tutto e sul link avete il piano definitivo con le rispettive tappe!

https://goo.gl/maps/BNdTrpoqUAC2

Vedrò anch’io qualcosa di nuovo, non molto ma quello che rivedrò per la seconda, terza o quarta volta lo vedo sempre volentieri 😍

Ci sono posti che non mi stancano mai, un po’ come la Puglia o Ischia, perché ti senti a casa, li conosci a memoria, ma ci vuoi sempre tornare… ed ecco, ste vacanze dopo st’ammazzata di contratto, saranno sicuramente all’insegna della riconciliazione con le origini.

Vacanze con gli amici fra l’altro, quindi valgono doppio!

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Finti sorrisi

Ci sono sorrisi che sono smorfie di dolore, ferite che affiorano sulla pelle, pensieri che non si riescono a celare. Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima ma anche le labbra non scherzano. 
Ho sempre provato una gran pena per le persone incapaci di sorridere… con le labbra, con gli occhi, col cuore. Non credo che ci si voglia volontariamente tristi, credo piuttosto che ci si intestardisca stupidamente su scelte sbagliate, non risolutive, affatto efficaci, che ci affondano ogni giorno di più in uno stato di tristezza e frustrazione tale che non siamo più in grado di celarlo.

Non bastano i complimenti, le belle giornate di sole, una mano amica che ti offre un aiuto forse insperato. A volte siamo noi che non ci vogliamo aiutare, non ci vogliamo diversi, non ci vogliamo lontani da un dolore che ormai conosciamo come le nostre tasche, che è quasi divenuto amico, fedele compagno, parte integrante della nostra vita. A volte siamo noi a non voler cambiare, a non volerci diversi, più forti, liberi.

A tutte le amiche che mi parlano di consapevolezza… belle mie, è proprio questo il punto! Basta un solo passo avanti, uno solo, per diventare incapaci di tornare indietro, di tornare a nasconderci in quell’impasse che 2 secondi prima ci bloccava. Prendere consapevolezza di questi ed altri meccanismi è una strada a senso unico e senza ritorno. Una volta varcata la soglia della consapevolezza non è più possibile tornare indietro! Non si può dare una sbirciatina, provare a vedere come sarebbe la nostra vita se ci scrollassimo di dosso il fardello del passato.

Non ho mai capito come si possa indugiare tanto nella sofferenza fino a farsela amica eppure il mondo è pieno di gente che la pensa diversamente da me.

Questo post è nato in Puglia, al cospetto di una conoscente che mi ha suscitato tristezza e riflessioni. Avrei voluto aiutarla ma la verità è che nessuno può se non glielo si permette…

Tarragona

Sto sul treno per Barcellona. Mi aspetta l’ennesimo trasloco ma sto bene, serena, rilassata. Volevo venire a Tarragona per la settimana santa ma ho fatto benissimo a non farlo, non me la sarei goduta come invece ho fatto adesso. Qualche turista in giro c’era ma stamattina nessuno, uno spettacolo impagabile. 

A giusto titolo questa città è patrimonio Unesco. Ho cominciato con l’acquedotto romano, poco fuori dalla città. Era da tanto che volevo vederlo, un capolavoro dell’ingegneria ancora ben saldo lì al suo posto dopo secoli e secoli. 

È immerso in una pineta profumatissima ma purtroppo i rumori della vicina autostrada arrivano lo stesso fin qui. Sono arrivata da sotto, roba da sentirsi piccoli piccoli ed emozionati di fronte a tanta storia. Solo gli scavi a Roma o i templi greci mi hanno fatto lo stesso effetto. 

Il resto della giornata l’ho passato in città percorrendo le mete di maggiore interesse. Colpo d’occhio per la cattedrale, l’anfiteatro (vedi foto) e gli altri scavi romani. È tenuta da dio. 

L’impronta romana e quella araba si confondono con armonia in questa cittadina dalla forte personalità. Non mancano orrori architettonici di epoca moderna ma sembra quasi che la città voglia reagire agli anni bui della dittatura colorando con murales di tutto rispetto muri anonimi se non addirittura brutti. 

Infine c’è il mare, niente di particolare in realtà perché non è particolarmente pulito e molto più vicino del l’orizzonte si stagliano le sagome di brutte navi mercantili e petroliere… ma cos’è una città senza mare? Non sarebbe ancora più deturpata e monca? 

Il porto è tenuto da dio, sorprendenteme moderno ma con i colori caldi delle casette di mare, affacciate ad ammirare i riflessi dell’acqua. 

L’ho adorato! Stamattina non c’era un’anima in giro, una delle passeggiate più rilassanti della mia vita. 

Barcellona 


Que placer verte otra vez… non riesco ancora a pensare in spagnolo. È una canzone che ascolto in cuffia quando per il mio secondo venerdì consecutivo me ne vado in giro per il centro. Continuo a dirmi che nel 2009 non avevo minimamente colto il sapore è l’essenza di questo posto. Come fai a capirci qualcosa con solo poche ore a disposizione? Oggi invece è affollata solo da turisti, il traffico è decimato. Avrei voluto visitare Tarragona ma sarà per un altra volta, ci sarà una calca di gente e non è esattamente la mia idea di relax… invece scopro un giardino da incanto vicino casa, per giunta deserto! Adesso si che è festa anche per me!

Salento 

Finalmente di nuovo in Salento! C’ero rimasta troppo male per la neve di gennaio che aveva bloccato tutto e fatto anche saltare la mia consueta discesa annuale. Rimandata quindi solo di 2 mesi ma meglio tardi che mai. Sì, lo so, l’ideale sarebbe scendere in estate ma quando ami un posto ti sembra bello sempre, persino con le peggiori condizioni atmosferiche. In compenso è da tanto che non scendevo in primavera. 

Non è un caso fare il viaggio con musica mista e poi, appena varcato l’immaginario confine salentino, tamburelli, reggae, loro, risate! I Sud Sound System mi parlano sempre di questa terra e lo stereo della macchina sembra quasi che lo sappia. Mia madre dice sempre che dovrebbero darmi la cittadinanza onoraria! Amici e parenti restano sbalorditi ogni volta. Stavo ancora in Australia quando pregustavo la “discesa” qui. È “casa” e continuo a dire che non ti rendi conto di quanto ti sia mancata fino a quando non scendi. Un dolore quasi fisico, non solo tanta nostalgia. 

Poi tra Bari e Brindisi cominci a intravedere il mare da lontano, dalla superstrada malandata, i cartelli sulla destra che ti invitano ad uscire verso una delle tante località balneari… ma non lo fai, tiri dritta verso Lecce, appena intravedi il campanile mamma fa uno squillo a zia per dirle che siamo arrivate! E di lì a 5 minuti, baci, abbracci e urla! Da adesso in poi mi scordo completamente un tono di voce normale, qui non si usa, pare quasi che stia male! Mamma attacca a parlare dialetto come per magia e anche se sono frustrata al massimo perché non riesco ad esprimermi correttamente, sono sempre molto “preciata” per il fatto di capire un buon 95%. Quando non so qualcosa ne chiedo il significato, mi esercito con la pronuncia e vago per il giardino esercitandomi ancora e la chiamando i gatti del circondario… belli miei, aspettano me per ingrassare un po’! 

Se questo mare potesse parlare… 

Se questo mare potesse parlare non credo che svelerebbe le mie confidenze, nomi, eventi, luoghi, lacrime, contorti processi mentali e ancora lacrime. I nomi in realtà non li farò neanch’io ma sento la necessità di scrivere un tributo al mare, non solo quello di Roma (questo nella foto è Ostia, qualche giorno fa), ma a tutti i mari che mi hanno accolto, che mi hanno visto ridere, piangere e che mi conoscono più di quanto tanti esseri umani non faranno mai. Si dice spesso che il mare è traditore. Dipende. Io credo che lo diventi solo quando si sfida la natura e i propri limiti, è vero che spesso il mare non perdona ma con chi te la prendi se non con te stesso? Adoro andarci da sola,  per un attimo, un’ora o mezza giornata hai la sensazione che tutto riacquisti un senso, una sua logica, il posto che gli è proprio… ed ecco, io appartengo al mare! È una violenza trapiantarmi in città dove non c’è o dove puzza. Voglio vedere quando la finirò anch’io con la serie infernale di trasferimenti insensati ma questo è già un discorso più lungo e più complesso. 

Ostia è un posto che ho odiato per anni eppure è da qui che tante volte sono risorta dalle mie ceneri, che ho rimesso insieme i migliaia di pezzettini dei tanti frantumi. Se ci fosse una sola foto a poterla rappresentare, senza alcun dubbio sceglierei questa. Cupa ma con la luce all’orizzonte. 

Tante volte sono rinata e ripartita da qui. Quanti sbagli, eventi, passi indietro, balzi in avanti, quanti errori nel corsi di una vita. Quante delusioni, tradimenti, amicizie e amori finiti? E lui stava sempre lì,  per me…

Australia, considerazioni di viaggio 

Belli miei, la pacchia purtroppo e finita, non ho ancora ritrovato una parvenza di routine, che rifuggo sempre e comunque ma rispondo qui alle vostre tante domande, mail, messaggi e “whatsappate”.
1. Come hai fatto? (la più ricorrente) 

– Ho preso e son partita! Niente di più, niente di meno! Era un viaggio che sognavo da troppo tempo ed era indubbiamente arrivato il momento giusto per farlo! Prenotato in anticipo solo i biglietti aerei, l’hotel della prima notte a Melbourne e l’ultima notte a Brisbane. Le uniche certezze che avevo. Tutto il resto improvvisato e deciso sul posto, in funzione del tempo, la stanchezza, i contrattempi, i soldi, etc. Non sono solo il mio dj (cit. Subsonica) ma sono anche il mio tour operator! 

2. …ma da sola? 

– Si. Ed è una cosa che sinceramente consiglio a tutti almeno una volta nella vita. È quanto di più rigenerante ci possa essere. Si, lo so, non siamo tutti uguali, per alcuni è frustrante, noioso, spaventoso. Per quelli che non hanno in orrore la propria compagnia allora è anche per quelli che ci stanno lavorando su. Io ci sono arrivata per gradi ma da quand’è cominciata questa splendida storia d’amore con me stessa non riesco più a stancarmi e staccarmi da me! Ho mentalmente e fisicamente bisogno di stare da sola. Il difficile, anzi, è stato fare lo slalom tra persone che conoscevo già da tempo, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti e i momenti di puro silenzio e solitudine da consacrare a me stessa. Si dice che la natura umana sia socievole, forse sto derazzando, non lo so. Io so solo che sono pochi i discorsi che valgono la pena di rinunciare al mio silenzio. Pochissime le persone per cui sono felice di fare un’eccezione ed ecco, magari restare un po’ più di tempo sola con me stessa non mi farebbe affatto schifo perché a sto giro, a più riprese, ho stramaledetto la presenza di esseri umani vicino a me. 

3. Alla fine cosa hai visto? 

– In Australia: lo stato di Victoria, Melbourne, Great Ocean Road, Wilson Promontory, Sydney, Gold Coast, Hervey Bay, Brisbane e in Nuova Zelanda: isola del nord, Auckland,Waiheke, Bay of islands. Poco, pochissimo per il tempo a disposizione. Non mi rendevo conto delle distanze prima di partire, non ci capivo niente nemmeno sul posto e forse solo adesso sto cominciando a realizzare l’entità di quello che ho fatto! Non ho sofferto per i 5 fusi orari che ho cambiato in un mese, mi hanno ammazzato di più le nottatacce sugli autobus e gli spostamenti interni in generale. 

4. Cosa rifaresti e non rifaresti? 

– Rifarei tutto esattamente come l’ho fatto e, anzi, lo rifarò! Mi manca ancora molto da vedere. L’unica cosa che non farei è l’ammazzata da e per Dubai. Vada per lo scalo ma in un altro aeroporto. A metà strada, ovunque in Asia. Fermarmi pure un paio di giorni e poi ripartire ma sia all’andata che al ritorno è stata la cosa che ho sofferto di più. 

5. Cosa ti è piaciuto di più? 

– Gli animali selvatici australiani, di ogni specie, grandezza e aspetto. Dai koala ai canguri, uccelli, rettili, etc. Se proprio proprio dovessi scegliere però vi direi i canguri. Li ho trovati di una dolcezza che riesco a paragonare solo a quella dei cani. 

6. Cosa ti è piaciuto di meno? 

– Il cibo! Manco a dirlo! Sono destinata a soffrire ogni volta che mi allontano dall’Italia. È una battaglia persa in partenza, un problema culturale e vi ricordo che non sono il tipo che vuole la pasta quando sta all’estero ma è dura fare lo slalom tra salse e salsine che fanno a gara a quale sia la più malsana! No, decisamente mi hanno salvato i supermercati sempre aperti e la frutta che, ad onor del vero, ho trovato molto buona. 

7. Il prossimo viaggio? 

– Ho una lista molto lunga. Mi piacerebbe molto andare in Perù ma per me è viaggio anche fare la turista a Roma o tornate giù in Salento. Sono posti che conosco come le mie tasche ma è bello ricoprirli con occhi diversi. Ne sento anzi la necessità. Non c’è bisogno di andare dall’altra parte del mondo per stare bene. Il viaggio comunque, per me, parte sempre dalla testa, ancora prima dello spostamento fisico vero e proprio. 

8. E quando ti fermerai? 

– È il sogno di molti ma non il mio. Non posso dire mai perché appunto non si può mai sapere ma credo che ormai potreste pure cominciare a mettervi l’anima in pace! Ognuno poi mi dice che vorrebbe che mi trasferisco nel suo paese ma quando è successo, oggettivamente, quante volte ci siamo visti? È la vita che è così, non ne faccio una colpa a nessuno ma non biasimatemi nemmeno se non mi sento di fermarmi da nessuna parte. 

9. Continuerai il blog? 

– Si. È nato per voi. Io non sentivo minimamente l’esigenza di documentare tutto quello che faccio ma mi rendo conto che è difficile starmi dietro tra continui spostamenti, cambi di rotta etc. Adoro mantenere i contatti e, come vedete, nessuno è obbligato a iscriversi alla piattaforma di WordPress, potete leggere quello che volete quando e come volete senza impegno. Appena ho un attimo comunque proverò ad alleggerirlo un po’ perché caricare e scrivere tutto da cellulare per molti aspetti tecnici è poco pratico. Migliorie in vista quindi! 

10. E ora dove andrai? 

– Prossima tappa: Spagna. Non ci ho  mai lavorato. Avevo voglia di cambiare e il 2 aprile parte questo nuovo esperimento! Hasta luego y besos a todos 🙂